Che cos'è mai questo Scarafaggi Cinesi Al Forno? E' una collezione di film niente male, tutti girati, diretti e interpretati dal sottoscritto. La mia Mail: scarafaggicinesi(chiocchiola)fastwebnet(punto)it Io suono: LAST HORIZON di Brian May suonata da me YOU AIN'T THE FIRST dei G'N'R' suonata e cantata da me THE GHOST OF A SMILE dei Pogues suonata e cantata da me Io Stimo: Bluvetrosmerigliato Chinaski Dirtythoughts Estate Indiana Neurone Molesto Panennùtella Reme Sciocco Dugongo Underbreath Io Bloggo(occasionalmente) oggi febbraio 2008 gennaio 2008 febbraio 2007 febbraio 2006 gennaio 2006 novembre 2005 settembre 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 novembre 2004 settembre 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 A Conti Fatti: Ben *loading* persone hannoletto questo blog, ma soltanto 59 ne hanno lontanamente intuito la genialità. |
venerdì, febbraio 08, 2008 AMORI "(...)amore che mai si scorda, amore dimenticato, amore che sembra non finire mai, amore che non può neanche iniziare, amore sperato, amore lasciato, amore che ha fatto il suo corso, amore pentito, amore tradito...c'è sempre tanto amore, si vive di amore, per le cose, le persone, i posti...l'amore è ovunque, anche nel mio letto. pesa 5 kg, e mi sta sui piedi. Notte amori miei." Chi sono gli amori tuoi? Senza pormi queste domande, ho letto il tuo mess, e sono andato a letto. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
10:01 | commenti (3)
giovedì, gennaio 10, 2008 GIU' LA MASCHERA [tanti anni in poche righe, (forse noiose) scusatemi ma devo mettere un pò di ordine] ....E' passato un altro anno....e... colpo di scena due. Ma stavolta mi sa che torno davvero a scrivere. Ok, ok ne sono poco convinto, lo ammetto. Ma forse ora è il momento giusto. Vi racconterò tutto un pò alla volta. Ed ora, post spiazzante, tutta la verita nientaltro che la verita dica loggiuro, loggiuro. Ho 27 anni, quasi 28. Sono nato a Cosenza, in Calabria. Sto blog era una delle poche cose che mi ha tenuto in vita durante i 7 anni stranissimi che ho passato a Roma, studiando la facoltà ufficiale delle veline italiane: scienze della comunicazione. I primi 2 anni li ho passati a scoparmi qualunque cosa si muovesse nel raggio di 50 metri e bevendo l'imbevibile, fino ad essere soprannominato dagli amici "stomaco d'amianto'. Una mattina del 2002 mi trovai coi postumi, la stanza un porcile, vomito da tutte le parti (si, si anche nel letto) e la netta sensazione di aver fatto qualcosa di sbagliato ma non ricordavo cosa-avrei scoperto, poco dopo, che avevo sbagliato praticamente tutto, negli ultimi 2 anni. In quel lasso di tempo, avevo preso 20 kg, tra alcool e macdonalds. Pochi esami. Passato il periodo d'entusiasmo iniziale legato ai nostri primi concerti romani il mio gruppo (i Duff, www.cantinaduff.com oppure www.myspace.com/cantinaduff) era in piena fase di stallo, mi sentivo odiato dal gruppo, e forse in fondo lo ero, e forse in fondo lo ero perchè li odiavo io. Insomma na situazione di merda. Avevo fatto qualche canzone, 5 o 6 o 7 o 8 piuttosto svogliate, ma non malissimo, accettate poco e male e con sorrisi tirati da parte degli altri membri del gruppo, al punto che ero quasi sicuro che ci saremmo sciolti a breve. Poi insomma ora col senno di poi, sbagliavo un bel pò anch'io, nel gruppo con st'atteggiamento da figlio unico. Anzi, dimenticavo, io SONO figlio unico, di due genitori stupendi e bravissimi che si amano molto e mi amano molto (ma questa è un'altra storia). Torniamo alla mia parentesi romana. Una mattina del gennaio 2005 ho avuto l'illuminazione e ho fatto come Forrest Gump: ho iniziato a correre. Correre, correre corri corri corri e ho perso i primi dieci chili e piano piano ho iniziato a riscrivere pezzi come non facevo da un pò di tempo, guardacaso il primo si chiama proprio "corri" . Scrivo un pezzo dopo l'altro, vado sempre meglio. Per la fine dell'anno registriamo un disco, Dodici Centesimi Al Kilometro si chiama, scritto praticamente quasi tutto nel 2005 a parte qualche canzone appartenente alla fase_dei_pezzi_bistrattati. Iniziamo a toureggiare in maniera piuttosto seria. Mi chiudo in casa a studiare, mangio tonnellate di minestrone, scopeggio un pò con la mia ex-ex, passiamo dei momenti discretamente carini, altri tremendi, e insomma alla fine, maggio 2006 mi laureo. Settembre 2006 faccio uno stage presso un grosso quotidiano calabrese per imparare grafica, e oggi alla fine mi trovo a lavorare lì, a fare web. Oltre ad amministrazione di rete, sistemi linux, ecc ecc...Sono riuscito a tornare a casa, a fare un lavoro che mi piace, e a fare la vita del figlio unico, che ormai da tutti sti 7 anni avevo straidealizzato, e che mi mancava da morire. E a questo punto, dopo circa un anno e mezzo dal ritorno a casa, mi guardo allo specchio. Non ho poi molto a che fare con scarafaggicinesi, l'universitario che nel mese più buio della sua vita si sarà fatto la doccia si e no due volte. Ora mi faccio i cazzi miei, guadagno 800 euro al mese e li spendo a pc portatili, e suono in tutta italia col mio gruppo. Il disco è andato bene, sta andando bene, ancora lo promuoviamo in giro. E adesso che succede? Cosa mi manca? La risposta è scontata: mi manca Roma. Mi mancano gli anni dell'università...che spensieratezza....mi ricordo...mi pare...sai che facevo? scrivevo in quel cazzo di blog...chissà se c'è ancora.... film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
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lunedì, febbraio 26, 2007 E DOPO UN ANNO...COLPO DI SCENA! (ma solo per me stesso)
Lòggati. Poi scegli Verdana, dimensione XX Small. Seleziona dal pratico menu a tendina, come hai sempre fatto. Bene. Non lo facevi da un anno, ricordi? Anzi di più. E' passato un anno. Vivevi a Roma. Non t'eri ancora laureato. Non lavoravi. Ora sei tornato a Casa. Ti sei laureato. Lavori. Ho impiegato un anno a ricordarmi del mio blog, seppellito sotto chissà quali altri pensieri, catalogato nel mio cervello nella sezione "cose stupide che avevano un senso quando vivevo a Roma, ma d'altronde allora mi sentivo solo da morire e mi appigliavo a qualunque cosa quindi non doveva essere niente di importante". E invece. Guardaqquà. Non m'è mai piaciuto così tanto scrivere su sto blog. Quasi quasi ricomincio. Ricomincio da zero. Zero commenti, zero amici, zero letture. Nessuno all'ascolto, nessuno si collega, nessuno legge, nessuno commenta. Fondamentalmente agli italiani interessa solo dei mondiali di calcio. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
11:20 | commenti (9)
giovedì, febbraio 16, 2006 MALEDETTE TRADUZIONI Non fare quella faccia, scherzo. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
11:49 | commenti (8)
venerdì, gennaio 13, 2006 5000
Cinquemila volte, sono troppe per sentirsi solo, giuste per sentirsi apprezzato, poche per sentirsi realizzato. Cinquemila, e da qui non lo capisco se sono cinquemila numeri o persone o oggetti o capre sotto la panca, o capre sopra la panca, o dogs under the table. Cinquemila, e li in mezzo ci sono anch'io, venuto a vedere cinquemila volte, se c'erano commenti ai miei post. Cinquemila, è da tanto che non scrivo, ma ogni tanto qualcuno passa, e io ne sono felice, perchè sono affezionato a quei nomi piccoli sul mio schermo piccolo. Cinquemila volte, cinquemila mondi diversi e lontani, grandi quanto una stanza, si sono incrociati, per un attimo, con il mio. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
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lunedì, novembre 21, 2005 LA GIOVINEZZA DURA UN ANNO Oggi, dopo 4 anni Tina si è fatta risentire, con un messaggio. "..mi eri venuto in mente. ciao" Ci vedevamo sempre a Termini, al primo binario, terzo buco. Lo trovavamo sempre libero. Io ero sempre puntuale, lei sempre in ritardo di un'ora precisa. Era sempre stato così, ma io arrivavo comunque in orario, mi sembrava bello, perfino giusto aspettare. Lei veniva con lo zainetto con le punte di plastica. Due piercing in faccia, e uno sulla lingua, e il sorriso di sempre. Compravamo bottiglie di vino nei bar attorno alla stazione, in mezzo ai barboni e ai ladri, perchè questo è quello che noi eravamo. Tornavamo al terzo buco, e non lo trovavamo mai occupato. Un pò parlavamo un pò ci baciavamo e un pò bevevamo, anche 4 o 5 bottiglie di vino in due, a volte di più. -Qual'è la cosa più bella che un ragazzo ti abbia mai detto? Quando il vino entrava in circolo i discorsi si facevano più serrati, i baci più rari ma più lunghi, e io iniziavo ad andare in bagno continuamente. Lei mi accompagnava, e si fermava a parlare con quelli che pulivano i cessi, o con i barboni che trascinavano la loro casa su un carrello per bagagli, o con chiunque avesse le palle di guardarla negli occhi per più di mezzo secondo. Lei era così, fermava i ladri e gli assassini, parlava loro come si parlerebbe con un bambino di 10 anni, e restavano tutti senza parole, senza argomenti, senza cattiveria. Dopo qualche mese iniziai a sentire che stavo per innamorarmi, e quando mi sento così inizio a sentirmi oppresso, e quando mi sento oppresso scappo. Sparii. Un anno dopo mi ero fatto una settimana d'ospedale per una gastroenterite causata dall'alcool, e fui costretto a smettere di bere. Con la scusa avevo ricominciato all'uni, cercando di concludere senza successo un paio di esami. Ero diventato grassissimo, 20 kg in più di un anno prima. Ero un mostro incerto, ma mi feci coraggio, e la chiamai, decidemmo di vederci a termini, primo binario terzo buco, in onore dei vecchi tempi. Arrivai a termini, ma tutto era cambiato. Il terzo buco era occupato. Tutto fuori e dentro di me era diverso. Si era spento quel baleno di follia dai miei occhi. Ne asciugai l'ultima lacrima, mi misi le mani in tasca e me ne andai, senza aspettare Tina. Nella confusione della folla lei mi passò accanto, puntuale per la prima volta, ma non ebbi il coraggi di fermarla, e lei neanche mi riconobbe. "sono a roma, sono un'attrice fallita. lavoro in un negozio di dischi, il mio capo puzza, faccio stage su stage senza concludere un cazzo..ecco! forse mi trasferisco a glasgow. quando torni becchiamoci daje..n'abbraccio" In bocca al lupò Tì. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
23:40 | commenti (9)
martedì, settembre 06, 2005 ISTRUZIONI PER UN QUADRO DI FINE ESTATE Abbiamo tutti passato una media estate, 15 sbronze belle e 15 brutte. Disegnamo un orizzonte sottile, l'ombra delle montagne buie, rotta dal prorompere di un'alba meravigliosa. Alla fine è solo un mese (abbondante), eppure ogni volta arriviamo a fine luglio che questo singolo mese l'abbiamo caricato talmente tanto di aspettative, che non possiamo non rimanerne delusi. Iniziamo a definire i particolari, spuntano dal buio uno alla volta, gli alberi, le case, le persone, ancora solo ombre, ma cariche di speranza, movimento, vita. Usciamo, timidamente, le prime sere, poi la fiamma del vino gonfia il nostro petto di spavalderia, e arrivano le risate incontenibili e le fugaci mani accarezzate sotto il tavolo, disperata voglia di amare, scambiata puntualmente per ebbrezza molesta. Iniziamo a delineare i contorni dei visi, le sopracciglia, le labbra, i nasi, e sullo sfondo le finestre delle case, con vasi di gerani e tendine a righe. Sentiamo l'estate scorrerci nelle vene, battere nel nostro pugno, espressione massima della nostra gioia di vivere. Non riusciamo a vedere dove comincia nè dove finisce, sentiamo solo quello che stiamo vivendo. Una continua sbronza, un presente senza nè futuro nè passato. Completiamo i volti, ma c'è qualcosa di strano nelle facce, nelle espressioni, qualcosa che sfugge alla nostra intenzione, al nostro controllo, il velo invisibile di un'ombra che non si può evitare. E poi ci svegliamo una mattina coi soliti postumi, entriamo nella macchina, ma non andiamo al mare. Prendiamo la strada lunga e veloce, torniamo nell'Urbe, torniamo a correre e rincorrerci, con negli occhi e nel cuore la tristezza di aver interrotto il sogno a metà, di aver spezzato l'incantesimo. E solo in questo momento ci accorgiamo che quello che abbiamo dipinto non è un'alba, ma un tramonto. Però è troppo tardi per ricominciare, il quadro è finito, e dobbiamo andare. Riprendiamo la strada controvoglia, ma senza voltarci, con quel retrogusto amaro in bocca e la netta sensazione di aver lasciato il quadro senza firma. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
07:52 | commenti (6)
domenica, luglio 17, 2005 LINOLEUM Possedere non è mai significato niente per me Ho le tasche piene di Linoleum, Quello sono io, Quello sono io, Quello sono io, M.B. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
04:59 | commenti (4)
martedì, luglio 12, 2005 MALEDETTI SCARAFAGGI Maledetti scarafaggi. Mi ossessionano, mi tormentano, quando vado a pisciare o cacare o fare la doccia. Un giorno di questi dò fuoco al bagno cazzo. No, non è infestato, e no, quest'anno ancora non ne ho visti. Ma il pensiero che POTREBBERO ESSERCI mi distrugge. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
04:42 | commenti (3)
sabato, luglio 09, 2005 TU, RAGAZZA DI MEDIA SHOPPING Tu, ragazza di media shopping, film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
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lunedì, luglio 04, 2005 SCARAFAGGI CINESI AL FORNO Ve lo siete mai chiesto perchè ho chiamato il mio blog così? Io no. Solo oggi mi sono posto la domanda, e mi sono dato la risposta. Ero piccolo, avevo tipo 8 o 9 anni e mio cugino più piccolo di un anno non rideva mai alle mie barzellette (per le quali tutti i grandi sembravano impazzire). Io sta cosa da un lato non la mandavo giù, e dall'altro non me la riuscivo a spiegare. Spirito di contraddizione, o semplice mancanza di comunicazione? Sua idiozia o discordanza dei reciproci valori-risata? Eccessiva maturità mia, o eccessiva immaturità del mio cuginetto? Per rispondere alle mie numerose domande, escogitai allora un semplice sistema: "o', raccontami tu una barzelletta, così vediamo se mi fa ridere". E lui, dopo averci pensato un pò su, cominciò a raccontare: "C'era una volta un cinese, che faceva il commerciante. Comprava all'ingrosso gli scarafaggi, e li pagava 50.000 Lire al Kg. Li condiva per bene, li metteva in forno, e dopo averli cotti a puntino, li rivendeva ai clienti a 30.000 Lire al Kg." Non l'ho ancora capita. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
02:39 | commenti (5)
venerdì, luglio 01, 2005 DUE FONTANE UMANE C'era una volta, in un paese lontanissimo da qui, un giovane, di nome Jisdeskrusainjak, e il cognome non sto nemmeno a scrivervelo. Comunque, tutti lo conoscevano come Ugo. Fin da adolescente si accorse che non appena si avvicinava ad una ragazza i suoi pori iniziavano ad emettere quantità industriali di sudore. Non sto parlando di una normale sudorazione, si trattava letteralmente di litri e litri, che si accumulavano inevitabilmente sul pavimento sottostante. Veniva preso per il culo, principalmente perchè sembrava che se la facesse sotto, ma la cosa finiva lì. Poi un giorno a scuola conobbe una ragazza bionda con le treccine e le lentiggini, di nome Pastals. Solo che lei non se lo filava di striscio, e lui per dichiararle il suo amore iniziò a tappezzare i pareti di tutta la scuola con la scritta "PASTALS-UGO" . Pastalsugo di qua, pastalsugo di la, scriveva pastalsugo su qualunque parete gli capitasse a tiro. La voce iniziò a girare, e sebbene Pastals sulle prime trovasse divertenti tutte quelle scritte, dopo qualche mese iniziò ad odiarle, e con loro il nostro sudatissimo protagonista. Una mattina a ricreazione prese Ugo, e spense una volta per tutte le sue illusioni amorose, giurandogli per sempre il proprio rifiuto. Egli non pianse, ma in compenso la sua sudorazione aumentò in maniera mostruosa, prima nell'ordine di decine di litri l'ora, poi di centinaia. Fu indetto un consiglio comunale d'urgenza, e si decise di costruire per Ugo un'apposita vasca drenante, che fu collocata nell'unico posto abbastanza ampio da contenerla: la piazza del paese. Era un pò imbarazzante, ma alla fine il nostro giovane eroe non si trovava per niente male: la gente si fermava sempre a salutarlo, a chiacchierare con lui, ed in breve tempo divenne stimato e benvoluto da tutti. Un giorno un aeroplano si schiantò in una viuzza proprio dietro la piazza in cui viveva di Ugo la fontana umana. Il pilota era ridotto piuttosto male: quasi tutte le ossa rotte, ed un vistoso taglio sull'alluce sinistro. Nessuno andò ad aiutarlo, e quello, vista l'urgenza, si trascinò verso la vasca drenante di Ugo per sciacquarsi il preoccupante taglio sull'alluce. Ma non appena immerse il piede, tutto il suo corpo fu scosso da un fremito, e guarì istantaneamente da tutte le ferite riportate nell'impatto. La gente inneggiò immediatamente al miracolo, e Ugo la fontana umana divenne meta di pellegrinaggio da tutte le parti del mondo, guarendo da qualunque malattia chiunque si immergesse nella vasca. Dopo qualche anno, Ugo fu fatto Santo, furono costruiti in suo onore templi e mausolei, rendendolo una vera e propria celebrità. Si tolse tutte le soddisfazioni che un comune mortale potesse permettersi (compreso mandare a fanculo Pastals), e dopo tanti anni felici si spense, lasciando per sempre impressa la propria gioiosa immagine nella storia. C'era una volta, in un paese lontanissimo da qui, un giovane, di nome Maqzipewdrkkajsw, e il cognome non sto nemmeno a scrivervelo. Comunque, tutti lo conoscevano come Ugo, e anche lui sudava continuamente. Anche lui si era innamorato di una ragazza, e anche lei lo rifiutò. Solo che il suo paese non aveva i soldi per costruirgli una vasca drenante, e Ugo finì relegato in un laghetto, sperduto nella campagna circostante. Anche il suo sudore era miracoloso, ma nessuno se ne accorse mai. Vivacchiò per un paio d'anni nel laghetto rendendone le trote immortali e poi, ironia della sorte, morì di solitudine. Due morali della favola: 1) Spesso quelli che sudano molto si chiamano Ugo. 2) Non importa quello che fai , o come lo fai, l'importante è che ti vada di culo. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
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mercoledì, giugno 29, 2005 UN GIORNO DI MERDA Inizia come un giorno qualunque, questo 28 giugno, un giorno di merda. Sveglia alle 14:30, per i Simpson, dopo un pò mi passa a trovare Maria la mia ex, ed è sempre bello rivederla. Lei decide di passare il pomeriggio a casa mia a studiare, che a casa sua non ha il ventilatore da soffitto in stile bar (di cui vado piuttosto orgoglioso). Quando parto per l'uni sono le 15:30, ben un'ora prima del ricevimento del prof, ma devo comprare dei libri, e non mi piace fare le cose in fretta, soprattutto quando fa caldo. Aspetto il bus mezz'ora sotto il sole, bestemmiando. Per fortuna arriva, e non è nemmeno tanto affollato. Biglietto in mano anti-controllore, non timbrato. Sguardo vigile, portatile a tracolla, pantaloncini corti. Caldo. Esco dal bus, compro i libri, riprendo un nuovo bus al volo, via verso il ricevimento del prof! Scendo dal bus, sono in anticipo di 10 minuti. Mi sorrido. Ascolto Baba O'Riley degli Who. Mi sento un figo. Improvvisamente il mio lettore mp3 smette di funzionare, semplicemente, si spegne. Cambio la batteria, niente. Bestemmio. Mi cerco tra le mani, non ho più la busta coi libri. Bestemmio. E' sul bus. 3 secondi di riflessione. Inspiro, abbraccio il portatile, parto all'inseguimento del bus con i libri dentro. 40 gradi all'ombra, la gente che cammina sviene, io invece CORRO, eppure resisto. Mi sono montato la testa da quando vado a fare footing ogni sera. Arrivo fino al capolinea, non trafelato, distrutto. Un bagno di sudore, vergognosamente affannato, menomale che ho la maglietta nera. Comincio ad ispezionare ogni singolo 890 "doppio" del capolinea, ma niente. Collaborano anche i conducenti, molto gentili. Uno ad uno iniziano a perorare la mia causa, si affannano, si fermano a vicenda, tutto il capolinea cerca i miei libri, addirittura vengo ammesso al cospetto del CAPO-CAPOLINEA, nel suo gabbiotto coll'aria condizionata. Freschissimo. Io sudato come una merda. Dimmi il numero della vettura. Eh, non lo so! Ma come? -sorpreso- appena uno sale sul bus deve guardare il numero della vettura,no? Gli sorrido con quella faccia lì. Lui, gentilissimo, si mette a telefonare a tutti gli 890 "doppi" che ci sono in giro, sono ben 18, ma niente, nessuno ha trovato i miei libri. Mi lascia il numero dell'ufficio oggetti smarriti dell'Atac. Esco dal gabbiotto, il caldo violento mi scuote, impietoso, ormai si sono tutti dimenticati dei miei libri, e il ricevimento del prof è già finito da un pezzo. Bestemmio. Cosa farebbe un vero uomo in una situazione del genere? Esatto. Chiamo mamma. Mi supporta, mi fa coraggio, è fantastica. Dopo un pò mi chiama pure papà, mi dice che cazzo te ne fotte dei libri, sono 50 euro del cazzo! Meglio spenderli così che a medicine. Domani vai a comprarli di nuovo ed è tutto a posto. Solo che domani è festa in questa città. Maledico i due santi protagonisti della festa del TUTTO CHIUSO. E in casa non ho un cazzo da mangiare. Sono le 19. Ho un'ora per ricomprare i libri e fare la spesa. Riprendo il bus per andare a comprare i libri, posso farcela. Arrivo che il libraio ha appena chiuso, con mille lucchetti, e "comunque non potrei venderti niente, che per oggi ho chiuso i conti". Bestemmio. Corro a prendere un altro bus, verso casa, e verso la spesa. Qualche panino, qualche hamburger al tacchino, un pacco di liuk al limone, un etto di bresaola, una vallelata, un minestrone surgelato. Niente, la Standa è chiusa. Compro marlboro da 20. Torno a casa, Maria è ancora lì, mi ha scritto qualcosa, me l'ha lasciato nel comodino, che carina. Lo leggerò più tardi. La porto a mangiare na pizza. Non stiamo più insieme, ma le voglio ancora bene. Accompagno Maria, torno a casa, il compagno dell'asilo mi invita a mangiare un gelato con un paio d'amici suoi. Mi diverto, ridiamo come non ridevamo da tanto tempo. Torno a casa. Leggo sulla radiosveglia 23.59. Sorrido. Apro la tv, televideo di canale cinque. Domani è un altro giorno, penso a Rossella, penso a Via Col Vento, mentre assisto all'inesorabile conto alla rovescia, mi scappa una lacrima di felicità, per la ritrovata gioia di un capodanno pieno di un nuovo significato. dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno, zero. Addio giorno di merda. Vaffanculo. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
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lunedì, giugno 27, 2005 LA RAGAZZA PIU' BELLA DEL MONDO Mangio sempre la pizza di domenica. Telefono alla pizzeria, ordino e vado a ritirarla, così mi risparmio la fila. Ormai quella della pizzeria mi conosce. Una margheritabufalaessalsiccia, un supplì e una coca, ok? Ok. E oggi insomma stesso copione, la tipa mi disse vieni tra un quarto d'ora, quindi suonai per una diecina di minuti ed uscii. Sulla strada verso la pizzeria, dalla mia parte della strada vidi avvicinarsi la ragazza più bella del mondo. Mi fermai. Mi inginocchiai e mi misi a mani giunte. Lei sorrise. Ed io: Fermati un secondo, per favore. Non voglio essere banale -dissi con franchezza- ma sei la ragazza più bella che abbia mai visto in vita mia. Ed è probabile che non ti vedrò mai più, e se non te lo dico non me lo perdonerò mai. Ti amo. E' un amore vero, non finalizzato al sesso, non asservito alla continuazione della specie. Ti amo di un amore che dura cinque minuti, ma è un amore senza secondi fini. Nessuno ti amerà mai così. Amo i tuoi movimenti, il tuo viso, i tuoi occhi, le tue labbra, le tue mani. Ti amo perchè non voglio portarti a letto, voglio solo continuare a guardarti per altri dieci secondi. Ti amo ora, e basta. Sei così bella che fai male. Sei il segno, il sogno, la vita. Dimagrirei per te. Striscerei nel fango per vederti sorridere. Lei soffocò una risata, mi regalò il sorriso più bello del mondo, e se ne andò. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
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giovedì, giugno 23, 2005 IL MONDO PICCOLO QUANTO IL MIO BAGNO (episodio 1) Lo scarafaggio alato Gerardo era un animaletto molto discreto. Stava sempre per fatti suoi, non guardava mai le partite pallafaggio, il sabato sera non andava nei cassonetto party, e soprattutto si depilava. Solo che tutti quei disgustosi peli agli scarafaggi servono, eccome se servono! Per orientarsi, per correre veloci, evitare le ciabattate, e arrampicarsi efficacemente. Quindi lui se ne stava lì, tutto mezzo rincoglionito con gli occhi semichiusi in contemplazione di un mondo piccolo quanto il mio bagno. Gli altri lo vedevano in questo stato, e mettevano in giro strane voci: Ma sarà drogato? Secondo me è gay! No no mi ha detto mio cugino che ha mangiato degli avanzi di 4 salti in padella e ci è rimasto sotto! La vita scorreva piatta e ripetitiva nel mondo piccolo quanto il mio bagno, quando un giorno, da una schiusa di uova particolarmente abbondante, nacque Sandy, la scarafaggia alata. Lei era ancora piccola e marrone quando lui le chiese di andare una notte di nascosto sulla vasca da bagno panoramica. Lei sulle prime annerì (gli scarafaggi marroni anneriscono invece di arrossire), ma poi accettò di buon grado, perchè lei era una tipa piuttosto aperta. Fu così che Gerardo, lo scarafaggio alato passò a prenderla quando nel mondo piccolo quanto il mio bagno tutti gli scarafaggi dormivano, ovvero circa alle 8 di mattina degli orari di noi uomini. Per fortuna che era il 15 agosto e in casa non c'era nessuno, altrimenti! Fatto sta che la raggiunse con quella sua andatura tra il vivo e il morto, ma non appena la vide le sorrise, la prese per una zampa e le disse: guarda qua! Le mostrò come muovere ritmicamente le ali, lei imparò in un attimo, come se fosse nata per volare. Si librarono nel cielo bianco, soffitto del mondo piccolo quanto il mio bagno. Fecero un paio di giri panoramici e si posarono sulla vasca da bagno. Poi esplorarono le caverne tubiformi, piene di appetitosi bocconcini di merda, e ne assaggiarono un pò, imbrattandosi per scherzo il naso a vicenda. Visitarono i rubinetti luccicanti e il vano scaldabagno con quel suo forte profumo di umido. Guardarono insieme tramontare il sole, lui le strinse la zampina e, sorridendo, morì di vecchiaia. (Non lasciatevi trarre in inganno, questa è una favola a lieto fine. Chè per la religione degli scarafaggi, la morte è una cosa fighissima). film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
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martedì, giugno 21, 2005 IO E GLI SCARAFAGGI C'è questo rapporto di amore ed odio tra me e gli scarafaggi, non me lo riesco a spiegare. E' una roba stranissima, del tipo che penso sempre a loro ma non appena ne vedo uno mi rifugio sul lampadario. E, ve lo garantisco, non ho più il fisico per appendermi ad un lampadario senza danneggiarlo irreparabilmente. Oggi è 21, l'estate è tornata, e con lei gli avvistamenti si fanno più probabili. Questo caldo colloso mi ricorda le loro dolci crosticine nere ed umidicce che mi fanno venire così tanta voglia di vomitare. Li adoro, e li odio, poi li amo, poi li odio e poi li amo. Come Mina. A tal punto che, di comune accordo con il mio amico immaginario Pippo, ho creato apposta per loro uno splendido neologismo: AMATODIATI. Quanto ne sono soddisfatto! E' il più bel neologismo che nessuno abbia mai sfornato, sia come immagine che come contenuto, sia come significante che come significato. Chissà, tra qualche anno l'aggettivo "AMATODIATO" potrebbe fare il suo trionfale ingresso nello Zingarelli, in tal caso voi stareste leggendo un post storico, il primo post di un blog dal quale si diffonde un neologismo. Volete aiutarmi? Diffondetelo, amici! Usatelo, ditelo ai vostri parenti e alle persone a cui volete bene, e dite loro di dirlo a loro volta. Scrivetelo nelle vostre lettere, nelle vostre canzoni e nei vostri blog. Me lo dovete, quantomeno per l'arte e la certosina cura che impiego in ogni singolo post. E se proprio non volete diffondere il mio neologismo, perlomeno fatemi fare un libro pure a me, che poi tanto alla fine il blog l'ho aperto solo per questo. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
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lunedì, giugno 20, 2005 LO SO, E' UN POST LUNGO, MA E' CARINO. -5 luglio 2000, ore 23:50 - Un ventenne al suo primo anno da universitario fuori sede va in cucina per bere un bicchiere d'acqua, inconsapevole che di lì a poco affronterà una delle sfide più raccapriccianti della storia. -5 luglio 2000, ore 23:51 - Il ventenne ha bevuto, si avvia verso la sua stanza, ma non appena mette il piede fuori dalla cucina fa capolino tra le righe del parquet del corridoio la raccapricciante sagoma di uno scarafaggio, nero come la pece, che non ne aveva mai visti di scarafaggi così neri, lui. -5 luglio 2000, ore 23:56 - Il ventenne riesce finalmente a muovere i primi 2 muscoli del braccio, che dopo 5 minuti di immobilità assoluta cominciavano a formicolare. Li muove, ma solo per portare la mano destra sulla fronte e completare l'espressione di stupore/sgomento/terrore che la vista della creatura gli ha causato. Seguono altri 5 minuti di silenzio e immobilità. -6 luglio 2000, ore 0:01 - Il primo neurone a rompere il silenzio generale calato nel cervello dell'universitario fuori sede non porta buone nuove: realizza che i coinquilini sono già tutti a letto: stavolta l'universitario fuori sede dovrà sbrigarsela da solo. -6 luglio 2000, ore 0:02 - L'universitario fuori sede corre verso il bagno prende la scopa torna e si accorge che l'esserino nero si è rifugiato nella stanza col tavolo. -6 luglio 2000, ore 0:03 - L'universitario fuori sede ingaggia una battaglia terribile con lo scarafaggio, una singolar tenzone degna dell'anno 1000, fatta di colpi sul pavimento, scivolate di scopa, arrampicate sui muri e vani disperati tentativi di fuga da parte dell'insetto. -6 luglio 2000, ore 0:45 - Il giovane universitario fuori sede, sudato come un beduino riesce a far girare sul dorso lo scarafaggio,che inizia a sgambettare disperatamente. -6 luglio 2000, ore 0:49 - Lo scarafaggio smette di sgambettare. Il giovane, stremato da un'ora di lotta, inizia a dare preoccupanti segni di squilibrio, parlando da solo a voce alta: "possibile che è morto? Forse gli è andato il sangue al cervello perchè è alla rovescia e gli è esplosa qualche microarteria interna e praticamente gli è imploso il cervello. Però mica è a testa in giù. Ma gli scarafaggi poi il cervello ce l'hanno nella testa o nel corpo? Mi sa che non è morto, anzi sicuro non è morto, l'ho visto a Quark che gli insetti fanno finta d'essere morti quando si sentono in pericolo." -6 luglio 2000, ore 0:51 - Il giovane prende coraggio e decide di allontanarsi per qualche secondo dalla stanza. Va in camera sua, accende la Tv e ascolta per la prima volta "Jo rompere tus fotos, jo quemare tus cartas, para no verte masss....para no verte maaaaasss", in preda a crisi mistiche cade in ginocchio davanti alla tv, dicendo: "cazzo è un pezzo stupendo, come cazzo si chiamano questi?". La risposta arrivò dopo poco, e LA MOSCA gli ricordò inevitabilmente LO SCARAFAGGIO, che giaceva in camera da pranzo rovesciato col cervello probabilmente imploso. -6 luglio 2000, ore 0:55 - Il giovane torna in camera da pranzo e lo scarrafone è lì che muove le zampe come un forsennato. Visto che serve guardare Piero Angela? -6 luglio 2000, ore 1.05 - L'universitario, dopo lunghe tribolate ponderazioni, ha una fulminante idea, che annuncia a sè e alla blatta, per una questione di correttezza: "se ti ricopro di fazzolettini di carta e ti schiaccio, non dovrei sentire il CRACK! che mi farebbe svenire dallo schifo, giusto?" -6 luglio 2000, ore 1.06 - L'universitario fuori sede mette il primo tovagliolino sullo scarafaggio rovesciato, ma accade l'imperscrutabile: le zampine dell'insetto fanno immediatamente presa sul foglio, permettendogli di rimettersi dritto, per ricominciare a correre per tutta la stanza. -6 luglio 2000, ore 1.35 - Gli ultimi 30 minuti vengono scanditi da una lotta all'ultimo sangue tra i due contendenti, lotta che per il momento sembra giunta ad una fase di stallo: una sorta di tacito patto di non belligeranza per cui l'universitario ha smesso di lanciare fendenti sul pavimento e lo scarafaggio è in un angolo e non tenta di fuggire. -6 luglio 2000, ore 1.55 - Si tratta dei venti minuti più lunghi della storia dell'uccisione di insetti: i due si lanciano occhiate torve, entrambi pronti a rompere il patto di non belligeranza. Risuona dalla tv accesa nell'altra stanza la colonna sonora di mezzogiorno di fuoco: è il grande cinema della notte di Rete4. Ed è un attimo. Lo scarafaggio tenta la fuga, il giovane tenta il tutto per tutto: lo stringe contro il battiscopa per bloccarlo, senza accorgersi che sotto il battiscopa si trova una piccolissima crepa. Lo scarafaggio tenta di incastrarsi lì dentro, ma per effetto della pressione esterna applicata alla scopa, coadiuvata da un curioso effetto-leva, il contendente scarafaggio muore schiacciato dallo stesso pertugio che doveva salvarlo. -6 luglio 2000, ore 2.05 - L'universitario fuori sede ricomincia a respirare dopo 2h e 15 di completa apnea. Ma non ha il tempo di riprendersi che un nuovo orrore si impossessa dei suoi pensieri, scuotendo le sue viscere e le sue membra: "devo far sparire il cadavere" dice a voce alta, per darsi sicurezza. Solo che ora vai ad estrarlo dalla crepa sotto il battiscopa. -6 luglio 2000, ore 2.25 - Dopo innumerevoli disgustosi tentativi il giovane riesce ad estrarre il cadavere dal pertugio tramite il manico di uno spolverino, debitamente ricoperto di scottex. Impacchetta la salma con l'ausilio della scopa, si mette i guanti da cucina per un'ulteriore protezione, prende un respiro profondo e impugna la carta contenente il mostro. Lo butta nel cesso, tira lo scarico. Stasera voleva farsi una sega ma ormai è troppo tardi, e per colpa di quella piccola creatura, stasera l'universitario fuori sede dovrà andare a letto con la voglia. -11 luglio 2004, ore 0.35 - Lo stesso giovane universitario fuori sede, con 20 kg di più sulle ginocchia, si trascina verso il bagno. Ma non appena accesa la luce, si ripropone ai suoi occhi la stessa immonda immagine di 4 anni prima: uno scarafaggio grosso e nerissimo sta cacando nell'angolo accanto al cesso. Ma l'esperienza insegna, e stavolta il giovane ha imparato la lezione: corre a svegliare il coinquilino, e lascia fare a lui. Che l'universitario fuori sede, stasera, non vuole andare a letto con la voglia. sabato, maggio 07, 2005 QUELLO CHE GUARDAVA LE STELLE Avevo dodici anni, andavo alle medie. Correva l'anno 1992. Era l'anno delle scoperte, delle prime uscite, della ragazza che ti piace ma guarda solo quelli più grandi, delle notti insonni e delle prime seghe coi porno comprati dal compagno di banco nell'edicola all'angolo. Suonavo la chitarra da un pò, ma in quel periodo la musica divenne per me qualcosa di più importante, una specie di rifugio dalle mie frustrazioni dodicenni. E quindi non uscivo, la mia vita sociale si limitava alle ore di scuola, poi di corsa mi chiudevo nella stanza, a suonare anche per 8 ore al giorno gli assoli di Brian May, il chitarrista dei Queen, quello che guardava le stelle. E per uno sciocco spirito di emulazione infantile, o forse no, in un paio di mesi mi ritrovai addosso una irresistibile voglia di osservare il cielo. L'acquisto della chitarra elettrica aveva precluso la possibilità di qualunque ulteriore richiesta ai miei, e allora il telescopio me lo costruii da solo. Usai delle lenti di un binocolo rotto e dei rotoli di Scottex, tenuti insieme dal nastro adesivo, il tutto attaccato ad un'asta da microfono. Incredibile, funzionava. Vedevo qualcosa di indistinto,tremolante, in realtà quasi niente, ma nella mia testa quelle sfocate immagini diventavano galassie giganti in espansione, ammassi stellari, supernovae, pianeti abitati e Soli la cui luce non aveva ancora mai incontrato l'occhio umano. Oggi ho 25 anni, e sono disincantato. Oggi ho imparato ad essere cinico, a non fidarmi neanche dei miei amici, ho imparato a non farmi facili illusioni. Tutto quello che oggi mi rimane è una manciata di note, quelle di un pezzo di Brian May che accompagnava sempre le mie osservazioni di mondi inventati, intravisti nei confusi riflessi di un ridicolo telescopio di cartone. Solo queste note mi legano a quei giorni, solo queste note mi ricordano che, nonostante tutto, sono ancora io, quello che guardava le stelle.
E poi ve le regalo. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
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martedì, febbraio 15, 2005 DII E DEI Ho due pesciolini rossi, a casa, in una boccia di vetro. Uno è ottimista, sorride sempre, guizza, si chiama Pete. L'altro invece è pessimista, un pò grigio, smunto, quasi fermo. L'ho chiamato Alleluia. L'altro giorno ho sentito distintamente il pesciolino ottimista che diceva al pesciolino pessimista: "Sai, credo che bisognerebbe avere più fiducia nella vita. Io credo che Dio esista". Il pesciolino pessimista allora l'ha guardato storto e gli ha detto:"Dio esiste! Come fai a dire una cosa del genere? E' una cosa enorme! Dio esiste. Che prove hai?". D.L. film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
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sabato, gennaio 08, 2005 SOLO UNA SIGARETTA film scritto, diretto e interpretato da scarafaggicinesi |
03:38 | commenti (4)
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